Ashmunein

Le fotografie ottocentesche

L’Archivio Fotografico contiene circa 2000 immagini relative a diversi siti archeologici egiziani.

Le fotografie ottocentesche

Nel corso degli anni il Museo Egizio ha acquisito numerose stampe ottocentesche di fotografie relative all’Egitto, scattate da professionisti. Dopo l’invenzione della fotografia (il dagherrotipo risale al 1839), a partire dalla 2° metà dell’Ottocento diversi fotografi giungono in Egitto in cerca di soggetti da immortalare. Lavorano lungo il Nilo, fino in Nubia, documentando con le proprie apparecchiature il paesaggio, le antichità, i monumenti antichi e moderni. La loro attività diviene ben presto molto nota, i fotografi vendevano infatti ai turisti e agli appassionati stampe delle loro fotografie, dando un grande impulso alla conoscenza e scoperta del territorio egiziano (anche del periodo medievale) al di fuori del Paese, soprattutto in Europa e in America. Sul piano archeologico, queste fotografie ben documentano lo stato di conservazione dei monumenti antichi, molti dei quali dovevano ancora essere ripuliti e liberati dalle sabbie, che parzialmente ancora li coprivano. Altre fotografie documentano bene il contesto originario nel quale i monumenti antichi furono costruiti. Questo risulta molto importante per i templi nubiani che, negli anni ’60, per l’innalzamento delle acque del Lago Nasser, in seguito alla costruzione della diga di Assuan, furono o spostati su alture al riparo dalle acque, oppure donati, e portati fuori dal Paese, per l’aiuto di alcune nazioni nell’opera di documentazione della Nubia e salvamento dei templi stessi. Nel fondo fotografico spiccano, tra i fotografi, le figure di A. Beato, F. Bonfils e V. R. Lanzone.

Antonio Beato (1825-1906) è stato un fotografo italo-britannico. Non si ha purtroppo una biografia molto dettagliata (spesso anche confusa con quella del fratello Felice, anch’egli fotografo e attivo in Oriente), si sa che viaggiò parecchio prevalentemente nel Vicino Oriente, prima di fermarsi in Egitto alla fine degli anni ’50. Dal 1862 ebbe un atelier fotografico stabile a Luxor, nei pressi del tempio di Amon.

Félix Bonfils (1831-1885) è stato un fotografo e rilegatore francese. La sua attività di fotografo si concentra principalmente nel Vicino Oriente, soprattutto in Egitto, Palestina, Siria, Libano, Turchia e Grecia. Tra il 1877 e il 1888 viene pubblicata una delle sue opere più importanti, il Souvenir d’Orient, una raccolta in cinque album fotografici dei suoi scatti: vedute, paesaggi e monumenti. Il primo e il secondo sono dedicati all’Egitto e alla Nubia.

Vittorio Ridolfo Lanzone (1834-1907) è stato un egittologo e fotografo amatoriale italiano. Negli anni ’60 dell’Ottocento scattò numerose fotografie, soprattutto al Cairo e nella piana di Giza. In Italia lavorò al Regio Museo di Antichità ed Egizio sotto la direzione di A. Fabretti, fino al 1894-95, e curò la pubblicazione di alcuni papiri del Museo torinese, oltre che al Dizionario di mitologia egiziana (1881-1886).